Lo shock della Von der Leyen alle fosse comuni di Bucha

La presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen nella sua visita in Ucraina al presidente Zelensky si è fermata l’8 aprile alle fosse comuni della città di Bucha, diventata luogo simbolo delle atrocità commesse dall’esercito russo nella sua invasione militare dell’Ucraina. Cosa ci racconta il suo Linguaggio del Corpo?

La reazione della Von der Leyen è forte e visibile: dapprima vediamo la sua reazione di shock e sorpresa quando vede le file dei cadaveri ammassati sul suolo a cui seguono dolore e disgusto presenti nelle sue dichiarazioni successive.

LA VISIONE DELLE FOSSE COMUNI: SHOCK E SORPRESA

La presidente della commissione UE è circondata e scortata da funzionari europei e militari ucraini, una volta che il gruppo arriva sul luogo delle fosse comuni le viene indicata la direzione in cui guardare i cadaveri. Lei si gira e rivolge lo sguardo vero quell’orrore, la sue reazione è un misto di shock e di sorpresa.

Osserviamo il suo profondo turbamento da tre elementi della Comunicazione Non Verbale, innanzitutto mette la mano sul petto, questo è un gesto di barriera che indica un’istintiva protezione della sfera emotiva (il petto con il cuore rappresenta la zona delle emozioni nella CNV), vediamo anche che le palpebre sbattono velocemente ad indicare la difficoltà di focalizzare la vista sulle fosse comuni e il desiderio di cambiare immagine mentale (questo accadrà anche mentre pronuncerà il suo discorso poco dopo). Infine il suo corpo trasale, ha un brivido e un movimento istintivo che le fa raddrizzare la schiena e a spostare leggermente il corpo all’indietro come in un tentativo di fuga dalla situazione.

La sorpresa, poi, la osserviamo in un paio di dettagli del suo Linguaggio del Corpo nella sua espressione facciale che rappresenta il prototipo della sorpresa: apre la bocca inspirando velocemente e alza in maniera netta le sopracciglia. Da queste immagini possiamo capire che La Von der Leyen non era pronta a questa scena e lo dimostra con queste reazioni spontanee e genuine.

DOLORE E DISGUSTO NEL DISCORSO DELLA VON DER LEYEN

Dopo aver visto lo spettacolo raccapricciante dei cadaveri delle fosse comuni la presidente della commissione UE parla davanti ai microfoni in un discorso che è segnato dal dolore e dal disgusto per quello che ha appena visto coi suoi stessi occhi.

I segnali di dolore e disgusto visibili nel suo discorso sono principalmente due: i muscoli intorno agli occhi sono contratti (con il conseguente innalzamento delle guance) e si formano delle rughe nel ponte del naso (la parta alta del naso in mezzo agli occhi). Questi due segnali appartengono sia all’espressione sincera del dolore che all’espressione facciale del disgusto, rendendo impossibile da distinguere dolore e disgusto in queste immagini, probabilmente la Von der Leyen sta vivendo entrambi queste dimensioni emotive: il dolore psicologico legato all’orrore ancore presente dei suoi occhi e il disgusto che si prova naturalmente in presenza di scene visivamente così impattanti.

Dolore e disgusto trovano una loro espressione verbale di fronte al massacro dell’esercito russo di Putin nella frase della Von der Leyen che rimarrà scolpita per molto tempo nelle nostre menti: “Qui l’umanità è andata in frantumi”, e probabilmente ha ragione.

E voi che ne pensate?

Francesco Di Fant
Esperto di Comunicazione, Linguaggio del Corpo, Public Speaking e Analisi della Menzogna

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