Addio Musa: il Linguaggio del Corpo di Monica Vitti

All’età di 90 anni, il 2 febbraio 2022, è morta Monica Vitti, dopo una lunga convivenza con una malattia che l’aveva spinta a ritirarsi dalle scene dal 2001. Cosa ci comunicava col suo Linguaggio del Corpo?

Artista di grande spirito, bravura e bellezza, con un’innata verve che la faceva splendere in tutte le occasioni private e professionali. Indiscussa icona del cinema italiano, attrice e doppiatrice, ha dato lustro al cinema italiano anche all’estero, diventando una vera star internazionale.

Dagli anni ‘60 Monica Vitti è stata considerata un sex-symbol del cinema italiano e ha raggiunto il successo cinematografico, seppur sempre con una spiccata umiltà e semplicità, sia con ruoli brillanti nelle commedie che con interpretazioni di spessore in film drammatici.

Musa di Michelangelo Antonioni, con cui divenne celebre per i suoi ruoli drammatici, può essere definita l’unica “mattatrice” della commedia all’italiana, avendo recitato accanto a colleghi illustri come Alberto Sordi, Ugo Tognazzi, Vittorio Gassman, Nino Manfredi e Marcello Mastroianni.

Una vita intensa, con una carriera costellata di premi e riconoscimenti nazionali e internazionali prima del suo forzato ritiro dalle scene nel 2001.

Monica Vitti: sensualità, ironia e profondità

Monica Vitti, oltre che bella, era un’attrice che riusciva a comunicare emozioni con la sua recitazione, la sua voce e i suoi gesti. Sapeva essere comica e drammatica, sensuale e goffa, riuscendo a interpretare con successo una vasta gamma di ruoli nella sua poliedrica carriera davanti alla macchina da presa. Col suo volto riusciva a esprimere rabbia, attesa, dolore, gioia, gelosia, malizia, forza e mille altre sfumature di emozioni, sentimenti e stati d’animo.

I suoi occhi magnetici e la sua bocca erano un suo tratto distintivo: lo sguardo era intenso, spesso socchiuso e penetrante; le labbra della bocca rimanevano spesso appena aperte comunicando sensualità e voglia di esprimere emozioni. Il suo sorriso appena accennato era magnetico, e la sua risata esplosiva, calda e sonora era sempre sincera e trascinante.

La sua voce era un altra caratteristica che la distingueva da chiunque altro. Monica aveva l’incredibile capacità di modulare la sua voce, andando da toni molto alti a molto bassi, aiutata anche dalla sua inconfondibile voce roca e graffiante che aggiungeva potenza ai suoi ruoli drammatici e la caratterizzava anche nella parti comiche. Allo stesso modo poteva emettere parole con un leggero sussurro che, come il canto delle sirene, ammaliava chiunque lo ascoltasse.

Monica Vitti all’occorrenza era anche una ballerina e un’ottima cantante: riusciva a sfoggiare una voce molto melodica e sono famosi i suoi duetti con celebrità del calibro di Paolo Conte e Alberto Sordi.

Il Linguaggio del Corpo nelle interviste di Monica vitti

Osservando le sue interviste possiamo vedere un cambiamento nel suo Linguaggio del Corpo e nella sua gestualità, che asseconda, attraverso gli anni, la sua crescita e maturazione come persona e come attrice.

Nelle interviste degli anni ‘60 la vediamo giovanissima, mostra una grande semplicità, unita a un pizzico di timidezza e pudore (si copre gambe e petto), a volte quasi impacciata ma sempre sincera e diretta. Nei video degli anni ‘70 appare più matura, la sua postura è più rilassata e si mostra a proprio agio, usando anche gesti illustratori più sciolti. Nelle interviste degli anni ‘80, ad esempio con Raffaella Carrà, la vediamo decisamente spigliata ed esuberante, regalando ampi gesti e sorrisi.

Con la scomparsa di Monica Vitti se ne va un’altra parte del grande cinema italiano del secolo scorso, il suo ricordo vivrà nel tempo e continueremo, da qualche parte nella nostra testa, a sentire la sua voce roca e la sua risata esplosiva.

Francesco Di Fant
Esperto di Comunicazione, Linguaggio del Corpo, Public Speaking e Analisi della Menzogna

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